Scuola d’altri tempi.

libro lettura

 Copertina e pagina del libro di lettura per le scuole elementari di un alunno dell'Istituto provinciale Garibaldi di Lecce. [1950].

AS Lecce, Orfanotrofio S. Ferdinando poi Istituto provinciale Garibaldi

 SCUOLA D'ALTRI TEMPI

Gli Archivi possono riservarci a volte non poche sorprese, offrendoci testimonianze di vita reale che parlano al cuore e alla mente di ciascuno di noi. Può accadere, infatti, di imbattersi in un libro di letture illustrato per la scuola elementare di poco meno di 70 anni fa nel carteggio di un importante Orfanotrofio maschile leccese, l'Istituto provinciale Garibaldi di Lecce. Un testo scolastico "vissuto", che ci parla indirettamente del suo possessore e dei sistemi scolastici allora in voga. Il manuale è consunto dall'uso di un alunno non troppo ordinato, oltre che maldestro con pennini e calamaio, che ne ha impiastricciato con sbavature d'inchiostro anche la copertina, logora in più parti. Si legge in alto a destra il nome di uno degli autori, Olindo Giacobbe, mentre quello dell'altro, posto in alto a sinistra, in corrispondenza della rilegatura, è del tutto abraso dal ripetuto contatto con il palmo della mano. Si potrebbe dire una "damnatio memoriae" involontaria, che però, ironia della sorte, cancellava proprio il nome di Dino Provenzal, un prolifico scrittore di libri e anche di manuali scolastici che fu soggetto alle leggi razziali del 1938 e per un settennio subì gli effetti nefasti della normativa antiebraica, vedendosi preclusa ufficialmente l'attività didattica ed editoriale, alle quali poté ritornare nel 1946 in un diverso scenario politico e culturale. Risale a quella stagione di rinascita nazionale la ristampa riveduta e corretta del manuale scolastico dal titolo "Grappolo d'oro", che Provenzal nel 1923, agli inizi del Ventennio, aveva pubblicato a Palermo per la prima volta a quattro mani con lo stesso Olindo Giacobbe, un altro affermato scrittore di libri per l'infanzia, per i tipi I.R.IS. (Industrie Riunite Editoriali Siciliane). La veste grafica a più di venti anni di distanza era divenuta meno austera ed il colore vi predominava con allegria, curata dalle Edizioni S.A.E.L. Società Dante Alighieri e acronimo del cuore del verso dantesco "che solo amore e luce ha per confine" (Roma-Napoli). Nello scorrere quelle pagine, composte dal sillabario e piccole letture con vari disegni a colori, filastrocche e scioglilingua, ecco ad un tratto apparire alla pagina illustrativa della lettera "effe" uno zero spaccato e la scritta "Asino". Quello zero sbarrato da una linea obliqua, tagliato in due, sottolineava che era irrimediabilmente zero, senza possibilità di essere furbescamente corretto in 9 o in 10. E come se non bastasse interveniva quell'appellativo, tra zoologia e psicologia, che non lasciava dubbi sull'appartenenza dell'alunno alla variegata minoranza dei distratti, degli svogliati, dei pigri, degli irrequieti e indisciplinati, sottolineato dal segno blu della matita bicolore usata dai maestri per distinguere gli errori più gravi da quelli meno gravi, corretti in rosso. Non c'è che dire .... tutta un'altra epoca!

Maria Rosaria Tamblé

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pagina creata il 01/05/2020, ultima modifica 01/05/2020