Antigiudaismo e antisemitismo nel Salento dal Medioevo al secondo dopoguerra

LUOGO: Lecce - Auditorium istituto di Istruzione Secondaria Superiore " Grazia Deledda" - ENTI PROMOTORI: Archivio di Stato Lecce

2005 - Mostre documentarie

antisemi

L'obiettivo dell'iniziativa, è quello di suscitare una riflessione sulla condizione degli ebrei nel corso dei secoli con particolare riferimento all'area salentina. L'excursus storico coglie, attraverso immagini e documenti, aspetti e momenti del problema spesso poco noti, ma comunque estremamente significativi al fine di tracciare un quadro preciso e attendibile del diverso modo di atteggiarsi del potere civile e di quello ecclesiastico nei confronti delle minoranze ebraiche nel corso dei secoli.I due termini ( antigiudaismo e antisemitismo) individuano i due volti dell'odio plurisecolare nutrito verso gli ebrei. Il primo di marca prettamente religiosa, segnala l'atteggiamento prevalente tra i cristiani in epoca medioevale e moderna, allorquando la Chiesa alimentava una forte campagna conversionistica tra i seguaci della fede giudaica, con l'obiettivo di negarne l'identità nell'adesione forzata al cristianesimo. Il secondo, di segno positivista, individua l'ideologia fondata sulla teoria dell'inferiorità e della pericolosità della razza ebraica, che avrebbe dato luogo in Italia a partire dal 1938 all'adozione della legislazione raziale. Fornendo nel contempo i presupposti ideologici della Shoah, consumatasi tra il 20 gennaio 1942 e il 27 gennaio 1945. La mostra si articola nelle due sezioni tematiche descritte, al cui interno si segnalano, relativamente all'antigiudaismo, documenti e immagini legate ad esempio all'obbligo per gli ebrei salentini del XV secolo di indossare ben visibile sugli abiti un segno distintivo e identificativo, costituito da un cerchio di panno rosso: un antecedente della stella di David che, a distanza di cinque secoli, gli ebrei saranno costretti ad esibire per volere dei nazifascismi; tracce epigrafiche della sinagoga leccese, profanata violentemente dal popolo inferocito nel 1495 e trasformata in chiesa cristiana; divieti di toccare la merce commestibile durante la Quaresima; e per finire, la statua emblematica dell'ebreo deicida, fatta segno fini a qualche decennio fa di violenti aggressioni durante i riti della Settimana santa. Dopo il 1541, anno in cui Carlo V decretò l'espulsione degli ebrei dai suoi domini, nel Salento non rimase traccia delle loro comunità, piccole o grandi che fossero, un tempo vivaci e fiorenti. La mostra, nella sezione dedicata all'antisemitismo, segnala documenti relativi al censimento degli ebrei avviato nel 1938, alla cosiddetta bonifica del libro, che comportò l'esclusione dai cataloghi editoriali, dalle librerie e dalle biblioteche di autori ebrei di testi scolastici e non, all'interdizione dai pubblici uffici, alla limitazione della proprietà immobiliare, all'esclusione dalle attività legate allo spettacolo, alla cancellazione dei nominativi ebraici dagli elenchi telefonici, al divieto dei matrimoni misti, alla precettazione a scopo di lavoro: un sistema discriminatorio che nell'Italia del sud, liberata dagli Alleati, sarebbe stato abrogato a partire dagli ultimi mesi del 1943, mentre al Centro - Nord la Repubblica sociale di Salò si stringeva al Nazismo in un abbraccio moratle, determinando la deportazione verso i campi di concentramento e di sterminio di circa 8000 ebrei residenti in Italia, solo 500 dei quali vi faranno ritorno.

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pagina creata il 04/10/2005, ultima modifica 08/03/2016