GIUBILEO 2015 - 2016 "PELLEGRINI DEL PASSATO"

04/12/2015

Archivio di Stato di Lecce

 

Pergamena TrinitàIn occasione dell'apertura del Giubileo della Misericordia, indetto da papa Francesco, l'Archivio di Stato di Lecce segnala, tra le testimonianze  scritte ivi custodite relative a pellegrini e a pellegrinaggi del passato,  un documento  in pergamena, emanato nel 1753, concernente l' aggregazione della confraternita della Ss.ma Trinità dei pellegrini e convalescenti, già della Croce, eretta nella chiesa parrocchiale di Campi, diocesi di Lecce,  all'omonima arciconfraternita romana. In esso Nereo o Neri Corsini, cardinale diacono di S. Eustachio e protettore dei sodalizi laicali fondati sotto lo stesso titolo, unitamente al primicerio ed  ai custodi, riconferma l'aggregazione originaria della confraternita campiota al pio sodalizio romano, estendendole tutte le indulgenze ed i privilegi spirituali a quello concessi da Clemente VII (1604, dicembre 7) e da Paolo V (1606, ottobre 2). La durata dell'aggregazione era temporanea  e mirava ad incentivare l'attività propria del sodalizio periferico, subordinando l'efficacia dell'affiliazione alla confraternita capo e madre  all'esercizio di una delle pratiche di  religione e  di assistenza tipiche di questo istituto confraternale (ricovero di pellegrini e convalescenti poveri e maritaggio di fanciulle bisognose) fondato da san Filippo Neri proprio nell'anno giubilare 1550 e profondamente pervaso dalla spiritualità tridentina.  Con la costituzione Quaecumque (1604), trascritta integralmente nel documento, al pari dell'altra bolla  di Paolo V, Clemente VIII rese obbligatoria per tutti i pii sodalizi laicali l'atto ufficiale dell'aggregazione, imponendo nel contempo ai sodali l'obbligo di limitare la propria adesione ad un'unica confraternita, ad eccezione di quelle eucaristiche e della dottrina cristiana.

   Questa tipologia  di litterae agregationum  risulta compilato su un chiché  già predisposto e riprodotto in migliaia di esemplari con la tecnica dell'incisione che,  data l'alta serialità dei documenti  rilasciati, conteneva i tempi e i costi della ricopiatura dei testi in cancelleria,  lasciando in bianco gli spazi  relativi alle parti modificabili del documento, quali  lo stemma del pontefice in carica e del cardinale protettore pro tempore, i nominativi  degli autori e dei  destinatari del documento e la data, mentre in calce erano apposte  le sottoscrizioni autografe del cardinale e degli ufficiali del sodalizio romano  e le note di cancelleria, tutte vergate a mano con inchiostro che si differenzia visibilmente da quello utilizzato nella parte prestampata. Nella fattispecie, il documento reca in alto sulla sinistra lo stemma di papa Benedetto XIV (1740-1758) e sulla destra quello prestampato della città di Roma , mentre più in basso al centro è riprodotto il blasone del Corsini (1685-1770), sormontato dalle insegne cardinalizie. 

   Attraverso quest'opera di centralizzazione, la Chiesa cattolica nell'età della Controriforma svolse un'efficace modernizzazione della pratica religiosa e caritativo-assistenziale, che consentiva l'inserimento di queste strutture in una organizzazione di rete a vastissimo raggio, in linea con l'universalità del magistero romano,  ed un loro più capillare controllo sui territori.

   Le confraternite della Ss.ma Trinità erano solitamente dotate di un "ospizio" annesso all'oratorio, nel quale venivano accolti i convalescenti poveri ed i pellegrini in transito, e quella di Campi, localizzata lungo un importante asse  viario, non si discostava dalla norma. Il Salento nei secoli svolse il ruolo di ponte geografico idealmente proteso verso Oriente, di suolo di passaggio per natura e vocazione di chi doveva raggiungere i luoghi santi d'Oltremare e, per imbarcarsi dai suoi porti, viaggiava sulle sue strade e sostava nelle sue città; ma fu anche meta finale  dei pellegrini diretti a Santa Maria di Leuca, situata al  confine sud-orientale dei percorsi europei del perdono,  come Santiago ne segnava il limite sacro nord-occidentale. Ma l'importanza secolare della Finisterre salentina non era disgiunta dalla forza di attrazione esercitata da altri piccoli santuari dove il divino si era manifestato attraverso apparizioni, ritrovamenti di sacre immagini, memorie del passaggio dell'apostolo Pietro, sacre reliquie ritrovate o importare, segnando un fitta rete di itinerari minori che si raccordavano alle vie maestre della fede, prima fra tutte la Via Francigena del Sud, che rappresentava un segmento del complesso cammino occidentale dei pellegrini. Un cammino  proveniente dai luoghi santi d'Europa che  confluiva a Roma, cuore della cristianità, per poi concludersi a Gerusalemme.  Pergamena Trinità1    

   Il richiamo ai pellegrini si rileva non solo nel testo del documento esaminato, ma anche nell'iconografia, che ne occupa la parte superiore. Nell'immagine, altamente evocativa del messaggio trasmesso in forma scritta, sono visibili ai piedi della Ss. ma Trinità i destinatari dell'attività caritativo-assistenziale, mentre in secondo piano, in segno di umiltà, si intravedono  i sodali incappucciati, che statutariamente vestivano il saio cremisi. I pellegrini, posti a sinistra della Croce, si distinguono dal tipico abbigliamento, che era  costituito dal cappello a larga tesa, chiamato pétaso,  calato sulle scapole e trattenuto da un cordone che serviva per fermarlo al capo, dalla schiavina, che era un indumento (corto o lungo sino ai piedi)  aperto sul davanti per non impedire il passo, dal sanrocchino, mantello cerato impermeabile, dal bordone, un bastone con il puntale ferrato munito di gancio e idoneo a vari usi (appendere oggetti, farsi strada, scacciare gli animali selvatici), dalla scarsella di cuoio a tracolla e dall'otre manuale per l'acqua, allacciata alla cintola o agganciata al bordone, solitamente ricavata all'interno di una zucca. Sulla destra si distinguono un giovane povero, simbolo della gioventù tanto cara a san Filippo Neri, ed un anziano  bisognoso.

   Ad accomunare sodali e pellegrini  nel loro percorso fisico e simbolico di avvicinamento a Dio c'è la fede nell'efficacia delle indulgenze, strettamente connessa all'esistenza del Purgatorio ed alla possibilità di poter intervenire sull'al di là e sulla misericordia divina con l'intermediazione della Chiesa, ottenendo la diminuzione o persino l'annullamento per sé e per gli altri della pena da scontare a causa delle proprie colpe. Su questi temi si era consumata nel Cinquecento la rottura insanabile con le Chiese riformate, alla quale il Concilio di Trento aveva risposto, tra l'altro,  con una capillare diffusione nel laicato cattolico delle confraternite e della spiritualità conciliare. Quella di Campi, infatti, era stata aggregata per la prima volta  nel 1583.            

                                                                                                                        Maria Rosaria Tamblé

Nelle immagini: Lettera di riconferma dell'aggregazione della confraternita della Ss.ma Trinità dei pellegrini e convalescenti di Campi, diocesi di Lecce, all'omonima arciconfraternita romana. Pergamena, mm.  495 x 755.  1753 agosto 23, Roma. Archivio di Stato di Lecce. Sezione diplomatica.

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pagina creata il 04/11/2010, ultima modifica 08/03/2016