GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO 29 - 30 settembre 2012

22/09/2012

Archivio di Stato di Lecce

In occasione dell'annuale appuntamento con le Giornate Europee del Patrimonio (29-30 settembre 2012) l'Archivio di Stato di Lecce organizza presso la propria sede una mostra su una delle più qualificanti risorse del territorio, quella delle cave di pietra,  giacimenti della materia prima  di cui si sostanzia l'esuberante barocco leccese, elemento identitario per eccellenza dell'area salentina, che coniuga in una straordinaria sintesi arte e natura. L'iniziativa offre i primi risultati di un'indagine più ampia che sarà presentata al pubblico in occasione della Settimana della Cultura 2013 promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Attraverso una mirata selezione di documenti, il percorso espositivo, predisposto in questa prima fase,  propone una campionatura della varia tipologia di materiale lapideo estratto nel corso dei  secoli da generazioni di tagliatori di pietre per le destinazioni d'uso più disparate. Le caratteristiche geo-morfologiche del territorio offrono un'abbondanza di cave a cielo aperto, anche se in alcune aree non mancano quelle sotterranee. Dalle cave di tufo, da quelle di carparo, da quelle di pietra leccese e da quelle di pietra viva, per citarne solo alcune, si estraevano i materiali più idonei alla realizzazione di moli marittimi, di castelli e fortificazioni, di monumenti, di palazzi, di chiese, di case, ma anche di selciato urbano, di macine dei trappeti, di pile per lavare i panni o per riporre l'olio e di altro ancora.

   L'arte di fabbricare presupponeva, infatti,  una  fase preliminare, quella dell'approvvigionamento dei materiali lapidei, alla quale provvedevano maestranze specializzate nell'attività di staccare dal sottosuolo i blocchi di pietra avvalendosi di strumenti idonei, primo tra tutti lu zzueccu, piccone che dette loro l'appellativo locale di zoccatori.  Le fonti archivistiche in tal senso offrono molteplici informazioni, sia sull'identità di queste dinastie di artigiani, sia sulla loro distribuzione sul territorio ed anche sulla loro attività, consentendo di dare fondatezza storica alle indagini su mestieri legati all'attività costruttiva dei quali si sta giustamente rivalutando il profilo culturale. Nella mostra sono esposti altresì rilievi planimetrici di cave, descrizioni dettagliate dei siti ed anche testimonianze della  lotta condotta dai lavoratori nel secolo scorso per rendere più sicuro l'antico e spericolato mestiere del cavamonti: valga per tutte il caso degli operai di Cursi, luogo tradizionalmente vocato all'attività estrattiva della pietra. Completa il quadro una rassegna bibliografica sul tema.

   Superano abbondantemente il centinaio le cave dismesse del Salento, molte delle quali giacciono nel più totale abbandono se non proprio trasformate in discariche a cielo aperto. Quest'iniziativa vuole essere anche un invito alla tutela ed alla valorizzazione di questi luoghi del lavoro, che costituiscono un patrimonio culturale materiale e immateriale del nostro territorio da riscoprire nel suo più ampio valore storico e socio-antropologico. 

La mostra potrà essere visitata nella sede dell'Istituto (via A. Sozy Carafa, 15) nei giorni: 29 settembre (9.00-13; 15.00-19.00), 1 e 2 ottobre (9.00-13.00; 15-18.00). Info: 0832246788: fax: 0832242166; e-mail: as-le@beniculturali.it

       [Monteroni], 16 agosto 1962. Particolare della planimetria della zona sita in agro di Arnesano, contrada Carretti, di proprietà degli eredi Lapresa, destinata alla cavatura del tufo sottostante. Archivio di Stato di Lecce, Prefettura, serie I, vers. XI, fasc. 108

cave particolare

 

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