Passa la banda ! - Festa Europea della Musica 2018

21/06/2018

Archivio di Stato di Lecce

Si alza il sipario sulla Festa Europea della Musica (21 giugno 2018), promossa anche quest'anno dal Ministero dei Beni e delle attività culturali e del Turismo in collaborazione con altri Ministeri, Enti e Associazioni per celebrare l'arrivo dell'estate suonando e cantando dal vivo, mettendo così in valore la molteplicità e la diversità delle pratiche musicali senza fini di lucro.Banda Lecce In questo giorno molti luoghi della cultura e spazi pubblici vengono eletti a palcoscenico di esibizioni musicali, in una mescolanza di sonorità e memorie, di generi e generazioni. All'insegna di questi principi, l'Archivio di Stato di Lecce propone  uno sguardo retrospettivo sulla tradizione bandistica salentina, realtà profondamente radicata nella società e parte viva di essa, prendendo spunto dalla mostra documentaria "Un'altra musica. Le bande in Terra d'Otranto nel XIX secolo" (Lecce, 24 aprile-6 maggio 2010), realizzata dall'Archivio di Stato in collaborazione con il Conservatorio "Tito Schipa di Lecce" e con la locale Accademia di Belle Arti - Catalogo a cura di Luisa Cosi, Daniela Ragusa e Franca Tondo (Lecce, Argo, 2010).

   Il fenomeno bandistico, infatti, è un patrimonio artistico, culturale e sociale di grande rilievo storico, profondamente radicato nella coscienza collettiva e nella tradizione del territorio. Le bande musicali hanno scandito nel tempo i più importanti momenti della vita civile e religiosa delle nostre comunità, avvicinando alla musica larghi strati della popolazione attraverso l'ascolto gratuito, assicurato in spazi accessibili a tutti. Dall'intreccio di suoni provenienti da ottoni, legni e percussioni, sapientemente orchestrati da capobanda di professione, nacquero le inconfondibili sonorità bandistiche, diffuse da complessi costituiti soprattutto da artigiani e

Figurino della divisa della banda musicale di Lecce, a. 1876. Archivio di Stato di Lecce, Prefettura

contadini, suonatori dilettanti e in larghissima parte analfabeti, ma capaci di esprimere attraverso la musica il proprio bisogno di promozione sociale e di sentirsi parte delle vicende municipali e nazionali. Dapprima veicolo di idee laiche, libertarie e democratiche, che la rivoluzione giacobina aveva diffuso tra ampi strati sociali, col tempo la banda assunse un ruolo talmente rilevante nella vita civile da non poter essere più smantellata dalla Restaurazione, semmai sorvegliata e irreggimentata nelle maglie del potere. Gli archivi dell'amministrazione statale periferica raccontano del controllo esercitato da parte della polizia borbonica su queste formazioni e ne elencano analiticamente gli organici con l'indicazione dell'età di ciascun componente, l'anno di approvazione di ciascun complesso bandistico e talora anche il mestiere di ciascun bandista. A titolo puramente esemplificativo si segnalano i casi di Lecce, Nardò  San Cesario.

   La città capoluogo di Terra d'Otranto ottenne nel 1846 l'approvazione dell'organico bandistico, che comportava l'inquadramento dei suoi componenti nella Guardia Urbana, una struttura civica dell'amministrazione borbonica in grado di regolamentare e ufficializzare gli organici musicali.     L'ensemble nel 1853 era composto da 41 elementi (di cui 10 sotto i 18 anni) più il capobanda Carlo Cesi.

   A Nardò, secondo lo "Stato nominativo delle bande musicali" compilato nel 1853, esistevano due bande, una di 25 elementi (tre dei quali sotto i 18 anni) diretta da Giuseppe Parisi e approvata nel 1842, verosimilmente filoborbonica, e l'altra diretta da Domenico Manfroce, approvata nel 1851 e composta da 37 bandisti (17 sotto i 18 anni). Sempre nello stesso anno furono rilevate due bande musicali anche a San Cesario, l'una di 28 elementi (sei sotto i 18 anni) diretta da Basilio Sarno e riconosciuta nel 1841, l'altra, approvata nel 1853, diretta da Annunziato Pascale e costituita da 15 bandisti (ben 8 sotto i 18 anni). Per poter suonare nella banda i musici dovevano essere forniti di "patentiglia", che autorizzava ad esercitare l'attività di bandista previo accertamento di fedeltà allo Stato. Furono emanate norme in materia di divise, che proibivano l'uso di segni riconducibili a "società sospette".

   Dopo l'Unità, le uniformi bandistiche di epoca borbonica, assimilate a quelle delle Guardie Urbane, furono abbandonate e completamente ridisegnate, soprattutto allo scopo di smilitarizzarle, vietando stellette, o altri elementi troppo simili alle divise militari. La divisa della banda musicale di Nardò, approvata nel 1879 dal prefetto di Lecce Luigi Maccaferri su parere del Comandante della Divisione militare territoriale di Bari, prevedeva "Giacca dritta di taglio color verde cupo, frisata di rosso; risvolti e collaretto neri; kepì nero; pantalone color cenere cupo con fascia nera". Sul collarino e sul berretto era riprodotto il simbolo musicale della lira. Vale la pena ricordare a questo punto che l'ensemble di Nardò ebbe il nome di Banda Verde. Decisamente più originale si presentava il figurino dell'uniforme della banda di San Cesario di Lecce, approvata dal prefetto Nicola Petra nel 1876. Giubba blu con mostre di colore bianco, bottoni dorati, lacci amaranto sulla giubba, pantaloni grigi con bande amaranto, elmetto di cuoio con una lira dorata. Fu eliminato il pennacchio bianco dal copricapo in quanto simile a quello degli elmi dei generali dell'Esercito. Una giubba da ussaro con bottoniera riunita da alamari e arricchita da sciabola, con copricapo e borsa a tracolla, caratterizzava la divisa altamente scenografica della banda musicale di Lecce, approvata sempre dal prefetto Petra nel 1876.              

   Vestititi di tutto punto con una divisa luccicante, adorna di alamari, berretti e pennacchi, i bandisti riuscivano ad emozionare con la loro musica la gente che accorreva sempre più numerosa ed entusiasta alle manifestazioni pubbliche, mentre il loro "onesto passatempo", non privo di sacrifici e di slanci generosi, agli occhi delle classi dirigenti diventava "mezzo di educazione e di utilità pubblica".

                                                                                              Maria Rosaria Tamblé

 Banda Nardò

 Figurino della divisa della banda musicale di Nardò, a.1879. Archivio di Stato di Lecce, Prefettura

 Banda San Cesario

 Figurino della divisa della banda musicale di San Cesario di Lecce, a. 1876. Archivio di Stato di Lecce, Prefettura

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pagina creata il 04/11/2010, ultima modifica 08/03/2016